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Le “4C” di un 2020 da ricordare

Il 2020 è stato un anno decisamente insolito per diversi fattori.

 

Sebbene la causa scatenante, il Covid, è nota a tutti, gli altri elementi potrebbero essere un po’ meno scontati.

Quello che accomuna molte persone nel 2020, infatti, sono state “4C” particolarmente importanti: Covid, Clima, Competività e Coesione.

Andiamo ad analizzarle singolarmente.

 

Le “4C” di un 2020 insolito

A rendere insolito questo 2020 è stata sicuramente la prima “C”: il Covid. Una pandemia diffusa a livello mondiale che ha danneggiato la vita di moltissime persone, sia dal punto di vista finanziario, sia, soprattutto, dal punto di vista degli equilibri personali: corpo, emozioni e relazioni.

 

Fortunatamente non è stato un anno esclusivamente negativo, ma ha portato molte cose positive. Questo è riscontrabile con la seconda “C”: il Clima.

Infatti, a livello climatico si son viste molte azioni positive, dalle conseguenze climatiche che ha portato il coronavirus (minor inquinamento); agli ulteriori provvedimenti apportati per migliorare la salute del nostro pianeta, con ulteriori incentivi (a livello internazionale) per sostenere le aziende “green” e che mantengano sostenibilità a lungo termine dal punto di vista ambientale.

Tra questi vi è stata l’importante decisione di tagliare del tutto gli incentivi a sostegno di aziende che utilizzano ancora gas e carbone, per convertirle ad utilizzare sistemi “green” fortemente finanziati dalla Comunità Europea. Questo rappresenterà il primo importante passo per un futuro sempre più sostenibile dal punto di vista ambientale.

 

La terza “C” sta per Competitività. In questo caso si parla dell’UE e del suo ruolo (nei finanziamenti) al fine di incentivare un livello di competitività sana e innovativa delle aziende europee nei confronti dei diretti rivali.

Infatti, nonostante si cerchi di affrontare la situazione climatica nel lungo termine, questo non deve andare a discapito delle risorse stanziate per sostenere l’imprenditorialità e quindi il confronto con altre idee imprenditoriali. Piuttosto, i due obiettivi dovranno essere affrontati assieme, con sostegno alle imprese che puntano alla salvaguardia climatica.

 

La quarta “C”, infine, sta per Coesione. Il motivo è molto semplice: a prescindere dagli sforzi economici sostenuti per affrontare le varie problematiche, è necessaria coesione internazionale affinché si possa combattere per un obiettivo comune.

La chiave sarà quindi agire in maniera unitaria per la salvaguardia del pianeta.

 

 

Cosa cambierà in futuro

Gli sforzi decisi dall’Unione Europea sono molto chiari.

Si parla infatti di annullare del tutto gli incentivi a sostegno di combustibili fossili, a sostegno delle attività “green”.

 

Per ottenere tutto ciò, si punta ad incrementare ulteriormente i finanziamenti disponibili per le aziende. Attualmente l’obiettivo è arrivare a mobilitare 1 trilione di euro entro questo decennio. Di questi, però, ben 1000 miliardi riguardano esclusivamente clima e ambiente.

 

Per incentivare il clima e la competitività di qualità, infatti, si punta alla realizzazione di aziende sostenibili. Aziende “green” che possano migliorare l’impatto ambientale e sociale nel lungo termine.

Uno sforzo ben preciso per sostenere il clima, pur aiutando la competitività aziendale europea.

 

Questo è quello che l’Europa può realizzare per sostenere la seconda e la terza “C”. Per la quarta (coesione), sarà necessario uno sforzo comunitario.

L’Unione Europea, infatti, partecipa per una quota leggermente superiore all’8% per quanto riguarda l’inquinamento mondiale. Questo dato deve far riflettere su come tutto ciò, per quanto sia possibile incentivare all’interno del territorio europeo, non sia sufficiente a risolvere una problematica mondiale, senza la giusta coesione internazionale.

 

Gli sforzi della sola Unione Europea non possono bastare. Per questo sarà importante agire con una politica internazionale per raggiungere obiettivi comuni.

 

 

 

Le novità di quest’anno

Fra le novità legislative a livello europeo (ed italiano ovviamente), notiamo come si spinga verso il sostegno di attività “green” o improntate verso l’innovazione tecnologica.

Tutto ciò avviene tramite una serie di iniziative, anche economiche, che porteranno ad aumentare gli incentivi per tutte quelle aziende che procederanno verso un nuovo modello di business sostenibile nel tempo. E’ tempo di nuovi modelli di economia.

 

L’obiettivo è ridurre ulteriormente tutte le forme di incentivi per le attività inquinanti, sostenendo invece maggiormente le attività che si convertiranno verso una forma più sostenibile per l’ambiente.

Grossi finanziamenti verranno infatti stanziati per migliorare le aziende dal punto di vista dell’efficienza energetica, al fine di ottenere una vera e propria conversione all’energia pulita.

 

Questo sarà fondamentale per aiutare le aziende a procedere nel cammino di nuovi modelli di business.

Per far ciò sarà importante comprendere anche come avere una “rendicontazione di sostenibilità”, basata innanzitutto su indicatore “CORE”, sia importantissimo per ottenere i risultati sperati.

 

L’indicatore “CORE”, infatti, rappresenta il primo livello di consapevolezza utile per aiutare le aziende verso un migliore indirizzamento del proprio business.

 

Qualora avessi interesse nel comprendere meglio come affrontare questo argomento.

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about Poppi Claudia

Modenese di nascita, sfoglina di tradizione che porto nel lavoro di Team Bulding la sua passione per la pasta. Amante della semplicità, nel cibo e nelle relazioni. Amo il pensiero di Italo Calvino quando dice che la leggerezza è il contrario della superficialità. Mi occupo di crescita personale e di agevolare la trasformAzione dal 1997 come freelance. Dal 2012 le giornate le investo per aiutare persone, aziende e professionisti a trasformare in modo efficace se stessi e il loro mondo in meglio. Consulente in Sostenibilità per mettere in accordo felicità e produttività. Sostenibilità è una opportunità.