Azienda, sostenibilità

Climate change nelle PMI ?

Abituati ad una mentalità più improntata sul breve termine, quindi concentrata su un aspetto prettamente economico, ci si è dimenticati che ogni decisione presa ha delle conseguenze sul lungo termine.

Adesso però, comprese le possibili conseguenze, è arrivato il momento di svoltare.

Quale clima caratterizza le PMI?

Più concentrate verso la concorrenza e verso la sopravvivenza nel breve-medio termine, piuttosto che al futuro, le PMI concentrano i propri sforzi nel tentativo di fatturare il più possibile.

Questa necessità impellente di puntare al guadagno, e di conseguenza ad una visione di 6/12 mesi (ad essere ottimistici), è tipica di un approccio imprenditoriale che ha caratterizzato gli ultimi 50 anni, ben differente dal modello Olivettiano, con un approccio di investimento a medio e lungo termine, con forte attenzione alle tendenze (e necessità) del futuro.

Quale modello?

Nonostante il modello predominante attualmente sia quello della visione nel breve termine, che ha portato ad un’importante politica dei consumi e degli inquinamenti, incuranti delle conseguenze per le generazioni future, è giunta l’ora di cambiare strada.

Infatti, al di là del “fenomeno Greta”, sono state raccolte sufficienti informazioni per capire che il clima sta cambiando bruscamente (con eventi temporaleschi e catastrofici in diverse parti del mondo), e che risulterà importante (anzi, necessario) apportare le dovute modifiche ai modelli di business  per salvare la situazione.

 Il panorama europeo cosa dice in merito al cambiamento climatico?

Senza modifiche radicali attuate in poco tempo, le conseguenze per l’uomo e la Terra potrebbero essere catastrofiche.

Per tale ragione, l’intera comunità internazionale sta cooperando al fine di raggiungere gli obiettivi minimi per invertire la tendenza attuale sul cambiamento climatico.

I dati attuali sono molto chiari: negli ultimi anni il riscaldamento dei mari ed oceani ha raggiunto i suoi massimi storici.

Tanto più elevato è questo valore, tanto più è possibile andare incontro ad eventi quali scioglimenti dei ghiacciai, alluvioni, esondazioni e danni alle città, anche in maniera grave.

 Per questa ragione vi è un impegno comunitario al fine di promuovere una politica “Green” a zero emissioni.

Le varie nazioni del mondo stanno cercando di fornire il loro contributo per un cambio di rotta, con i paesi del Nord Europa abbondantemente avanti su questa politica, e con la Comunità Europea sempre più improntata verso finanziamenti per le imprese “Green”.

Un grande della finanza, Fink (BlackRock) avverte le aziende: «Subito un piano per azzerare le emissioni di CO2»

Il rischio clima ha causato lo spostamento di 288 miliardi di dollari nel 2020 (+96% sul 2019). Chi non si adegua in modo rapido perderà la fiducia di stakeholder e azionisti, leggete qui cosa dice. 

Quale direzione?

Ci si addentra  sempre più verso un vero e proprio cambio di mindset da parte del settore politico, sempre più rivolto verso l’ecosostenibilità, con l’obiettivo di garantire un futuro migliore alle generazioni future.

A tutto ciò non fanno eccezione gli Stati Uniti d’America, che con il nuovo presidente Joe Biden hanno trovato un’ulteriore spinta ambientalista che porterà sicuramente ad importanti cambiamenti (e finanziamenti) sul punto di vista dell’ecosostenibilità.

Qual è il piano del governo italiano per stimolare la sostenibilità ambientale e sociale?

Ispirandosi probabilmente ai modelli nord-europei, il governo italiano cerca di incentivare la sostenibilità ambientale tramite ecobonus e risparmi sulle tasse per tutti i privati e le PMI che contribuiranno ad aumentare l’indice di sostenibilità.

Infatti, per quanto riguarda la politica degli ecobonus (fortemente sostenuta a livello monetario dall’Unione Europea per ridurne l’impatto economico sugli Stati), l’Italia è attualmente fra i paesi più all’avanguardia d’Europa, specialmente dal punto di vista delle energie rinnovabili, capitanate dall’energia solare (fortemente favorito dal clima adatto e soleggiato del nostro Bel Paese).

In Italia quali impegni?

Sulla base di quest’ultimi dati, gli sforzi del governo italiano si stanno spostando verso gli incentivi nei confronti di mezzi aziendali a basso impatto di CO2, e lo stesso vale per i privati.

Fra le agevolazioni per chi contribuirà a migliorare il ‘carbon footprint’, infatti, vi è una forte diminuzione delle tasse, a cui è associata (per semplice compensazione) però un aumento delle tasse per i veicoli più inquinanti. E si sa che le tasse non piacciono a nessuno.

Inoltre, ulteriori contributi verranno rilasciati in futuro per l’acquisto di mezzi ‘green’.

Per tale ragione si inizia a parlare di ‘Green New Deal’ Europeo.

Le PMI e le emissioni di CO2 

Probabilmente non ritenuto sufficiente, lo stato italiano, per incentivare tutto ciò sta cercando di fornire una sorta di ‘engagement’ basato sulla ‘brand position’.

Infatti, sempre spinte dagli incentivi governativi, si sta cercando man mano di promuovere l’apertura di nuove aziende ‘green’, o quanto meno convertire le precedenti.

Quali leggi sul Climate change per le PMI?

Ne è un perfetto esempio il potenziamento della legge Sabatini, in cui vengono favoriti gli investimenti ecosostenibili da parte delle PMI.

Grazie alla Nuova Sabatini, infatti, le operazioni d’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature a basso impatto ambientale saranno fortemente sostenute (tramite un calcolo di compensazione CO2).

A tutto ciò è associato anche un ulteriore contributo a fondo perduto per investimenti green, che potrà raggiungere un tetto massimo del 15% dell’investimento.

Le risorse a disposizione per questo fondo perduto corrispondono a circa 10 milioni per l’anno 2020 (già concluso), 40 milioni per il 2021 e 50 milioni per gli anni 2022 e 2023.

Supporto all’imprenditorialità delle PMI

Questi sono probabilmente degli ottimi metodi per stimolare l’imprenditorialità (specie quella giovanile) e per capire come compensare le emissioni future di CO2. Infatti, sebbene siano presenti numerosi incentivi, sarà necessario del tempo affinché vi sia un generale miglioramento ‘green’.

Tuttavia, al fine di facilitare e accelerare il processo di ‘conversione’ verso aziende green, è stato realizzato il modello “CO2MPARE”, progetto il cui scopo è supportare le amministrazioni regionali nell’attuazione di politiche basate su basse emissioni di CO2.

Infatti questo modello, sviluppato a livello europeo e utilizzato da ARPA Emilia-Romagna, permette di valutare le emissioni di CO2 per ogni euro speso, confrontando così le emissioni in base a scenari differenti. In questo modo è stato possibile valutare la quantità di gas emessi da differenti tipi di programmi operativi regionali, permettendo alle amministrazioni una migliore pianificazione dei finanziamenti comunitari nei vari settori interessati, in base alle necessità e in base al fattore di conversione.

Incentivi mirati

Per evitare la classica dispersione di questi fondi pubblici, il fondo per la crescita sostenibile potrà essere concesso solamente in caso di presenza di garanzie onerose, e nella massima misura dell’80%.

Questi investimenti, infatti, dovranno servire a finanziare progetti sostenibili che puntino direttamente alla decarbonizzazione dell’economia, e di conseguenza del pianeta. Tra queste misure è richiesto un ridotto utilizzo della plastica, che andrà sostituita da materiali alternativi, e la creazione di ZEA, ovvero zone economiche ambientali realizzate con lo scopo di tutelare il territorio e il mare nel lungo periodo.

Queste aziende hanno il preciso scopo di migliorare l’economia italiana senza aggravare in negativo il bilancio di CO2, quanto piuttosto migliorandolo nel lungo periodo. Il tutto sempre tramite un regime fiscale agevolato.

L’obiettivo è cercare di saltare fuori dalla scatola prima di rimanere inscatolati al suo interno. E per far ciò, la nuova legge di bilancio ha stabilito un fondo di oltre 4.2 miliardi di dollari da rilasciare entro il 2023.

470 milioni di euro sono stati elargiti nel 2020, 930 verranno elargiti nell’anno 2021, per poi continuare nel 2022 e 2023 con incentivi pari a 1420 milioni di euro.

Si parla di aiuti massicci che hanno due obiettivi precisi: rilanciare l’economia italiana, e soprattutto farlo tramite la sostenibilità ambientale.

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about Poppi Claudia

Modenese di nascita, sfoglina di tradizione che porto nel lavoro di Team Bulding la sua passione per la pasta. Amante della semplicità, nel cibo e nelle relazioni. Amo il pensiero di Italo Calvino quando dice che la leggerezza è il contrario della superficialità. Mi occupo di crescita personale e di agevolare la trasformAzione dal 1997 come freelance. Dal 2012 le giornate le investo per aiutare persone, aziende e professionisti a trasformare in modo efficace se stessi e il loro mondo in meglio. Consulente in Sostenibilità per mettere in accordo felicità e produttività. Sostenibilità è una opportunità.