Azienda, Bilancio di Sostenibilità, Bilancio Sociale, Pokaontas

Diversity & Inclusion fanno bene alla sostenibilità aziendale

All’interno di un sistema economico, non bisogna mai dimenticare l’importanza che riveste l’essere umano, sia come risorsa interna, sia come risorsa esterna, fondamentale per la sostenibilità aziendale.

Ecco perché in un’organizzazione complessa, com’è l’azienda, è importante saper valorizzare tutte le persone, in quanto rappresenta una risorsa di vitale importanza per la produttività dell’azienda.

Per “saper valorizzare tutte le persone” nell’ambito lavorativo, non si intende solo l’uomo, ma anche la donna. Infatti saper valorizzare la risorsa umana a prescindere dal genere (uomo e donna), è sinonimo di miglioramento, di crescita e di sostenibilità aziendale.

 

 

LA PARITA’ DI GENERE NELLA SOSTENIBILITÀ AZIENDALE 

Tutti, ad oggi, sanno il ruolo importante che riveste la donna del ventunesimo secolo, specie per quanto riguarda la sostenibilità aziendale.

Un essere umano “multitasking”; una risorsa umana che non solo è in grado di svolgere il ruolo antico di madre che accudisce i propri figli, ma che è capace anche di rivestire i panni di una donna in carriera che contribuisce alla forza lavoro mondiale.

Purtroppo però non sempre la donna viene valorizzata come meriterebbe, soprattutto come forza lavoro. Infatti il raggiungimento dell’uguaglianza fra donna e uomo come risorsa umana in ambito lavorativo, è ancora una lotta aperta.

Riuscire ad infondere nella Donna maggiore autostima, consapevolezza e forza (il cosiddetto “empowerment”) contribuirebbe maggiormente alla sua integrazione nel mondo del lavoro. Però ciò non è sufficiente, perché è necessario che anche l’uomo consideri la donna un suo pari, valorizzandola e rispettandola.

LA DONNA COME FORZA LAVORO

Dalle informazioni raccolte, risulta che le donne del ventunesimo secolo ricoprano il 39% della forza lavoro, ma solo il 27% delle occupazioni sono in ambito manageriale.

La media registrata nelle nazioni dell’Unione Europea è ancora bassa. Anche se in Italia, dal 2010 al 2017, si è registrato un lieve miglioramento a tal proposito. Questo lieve progresso nel nostro paese è stato favorito dall’aumento delle assunzioni nei consigli di amministrazione di società quotate in borsa, negli organi decisionali e all’interno del Parlamento.

Ciò è stato favorito propriamente dalla voglia di “uscire dalla scatola del pensiero stereotipato”. Una sorta di scatola che non porta ad alcun tipo di vantaggio sostenibile al proprio business, ma che al contrario lo penalizza. Ed è questo uno degli obiettivi dell’ASviS.

ASviS PER LA SOSTENIBILITÀ AZIENDALE

ASviS è un’importante alleanza italiana creata per lo sviluppo sostenibile. Infatti l’obiettivo di ASviS è, innanzitutto, quello di far maturare nei soggetti economici, nelle società e nelle istituzioni italiane l’importanza dello sviluppo sostenibile al livello economico, sociale, ambientale ed istituzionale.

Una volta presa consapevolezza della sua importanza all’interno del proprio business, si punta al raggiungimento degli obiettivi per la sostenibilità aziendale.

Ad oggi, son ben 270 le organizzazioni che hanno deciso di aderire a questa importante alleanza italiana volta allo sviluppo sostenibile. Un’alleanza, operativa dal 2016, che valuta ed analizza i progressi fatti nei 17 Goal, previsti nella cosiddetta “Agenda 2030”, volti a realizzare un business basato unicamente sullo sviluppo sostenibile economico, sociale, ambientale ed istituzionale.

GOAL 5 DELL’ASviS NELLA SOSTENIBILITÀ AZIENDALE

Fra i 17 Goal dell’ASviS, vi è quello sulla parità di genere. L’importanza di questo obiettivo viene evidenziato dalla posizione che occupa all’interno dell’Agenda 2030, ovvero dal suo quinto posto.

Valorizzare la risorsa umana all’interno della propria azienda, per ottimizzare la produttività del proprio business è uno degli obiettivi che bisogna necessariamente realizzare. Spesso, però, quando si pensa alla risorsa umana viene in mente solo l’uomo, l’unico in grado di riuscire a gestire un’attività economica.

Questo pensiero altamente stereotipato è molto sbagliato, perché anche la donna, esattamente così come l’uomo, è in grado di svolgere mansioni amministrative.

Il Goal 5 dell’ASviS ha lo scopo di cancellare definitivamente il pensiero stereotipato sulla differenza tra uomo e donna, favorendo così l’empowerment del genere femminile nel mondo.

GOAL 5 AL LIVELLO EUROPEO

A livello europeo, il Goal 5 ha mostrato dei progressi generali.

Infatti i dati raccolti a tal proposito del 2018 confrontati con i dati del 2010, evidenziano tale miglioramento.

Confrontando anche i progressi delle singole nazioni la differenza fra la Svezia (che rappresenta la nazione più virtuosa) e Malta (che occupa l’ultimo posto nella classifica) è di 22,9 punti.

Una differenza che, confrontata con i progressi analizzati negli altri obiettivi dell’ASviS, risulta essere relativamente meno evidente.

Ciò tenendo conto anche del peggioramento dei dati della Croazia e della Lituania.

Il nostro Paese, invece, si trova ad occupare il settimo posto. Posizione occupata sia grazie all’aumento della presenza in Parlamento delle donne, ma anche all’aumento della loro presenza nei consigli di amministrazione di società quotate in borsa.

Infatti ciò ha fatto sì che l’Italia registrasse il progresso più ampio rispetto a tutte le altre nazioni.

GOAL 5 IN ITALIA

Analizzando nel dettaglio i dati raccolti in Italia in merito alla parità del genere di questi 10 anni (dal 2010 al 2020), nei primi 5 anni per l’Italia è stata decisamente in una fase di forte crescita, per poi subire nel 2016 un leggero incurvamento.

Per i tre anni a seguire (2017-2018-2019), invece si è verificato un lieve progresso dell’indicatore.

I dati raccolti del 2020, invece, non sembrano promettere bene. A causa della pandemia il tasso occupazionale femminile si è ridotto di ben 2,2 punti percentuali, rispetto all’anno precedente.

Comparando questo dato al decremento del tasso occupazionale maschile (1,6 punti percentuali), è evidente come la pandemia stia svantaggiando più le donne rispetto agli uomini come forza lavoro.

Tutto ciò ha complicato leggermente la realizzazione del Goal 5, ovvero il raggiungimento dell’uguaglianza tra l’uomo e la donna in ogni ambito.

 

 

L’IMPORTANZA DEL GOAL 5 PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE

Per realizzare un business improntato sullo sviluppo sostenibile, che risulta essere il futuro di tutte le PMI, l’uguaglianza tra l’uomo e la donna è fondamentale.

La donna come forza lavoro è una risorsa preziosa all’interno dell’organizzazione economica, che contribuisce alla crescita della produttività e non la penalizza.

La donna del ventunesimo secolo è in grado di rivestire contemporaneamente il ruolo di moglie, madre e lavoratrice. Grazie alle sue capacità organizzative, tendenzialmente superiori a quelle dell’uomo, può portare ad un netto miglioramento della gestione aziendale.

Non si tratta di definire quote rosa, quanto piuttosto di uscire dalla scatola del pensiero stereotipato, dalla divisione di genere come fattore determinante la produttività”.

Del resto, la parità del genere risulta essere il quinto obiettivo dell’Agenda 2030, per realizzare un business sostenibile.

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