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Felicità per iniziare l’anno

Per mettere l’accento sull’importanza di vivere la felicità nella vita personale quanto in quella lavorativa esploro insieme a voi il tema della felicità. La vita non è una valle di lacrime come vogliono farci credere.

Cosa vi porto come riflessione in questo primo post dell’anno?

Che possiamo prendere una bella lezione di felicità da un maestro di pessimismo.0009035_schopenhauer_870

Vi presento Schopenhauer!, Un filosofo pessimista convinto che la vita, cioè la finitudine umana, oscilli tra noia e dolore e che questo mondo sia appunto “una valle di lacrime”.

Cosa interessante? Che è autore  di – L’arte di essere felici.

Paradosso o lato ottimista di un pessimista?

La prima ragione valida per ascoltare un maestro del pessimismo, che dà insegnamenti sulla felicità, è che costui non racconta frottole sopratutto a se stesso. Come dire …non se la racconta!!

«Siamo tutti nati in Arcadia, tutti veniamo al mondo pieni di pretese di felicità e di piaceri, e nutriamo la folle speranza di farle valere» – scrive Schopenhauer nella massima n.1, e così prosegue: «Poi viene l’esperienza e ci insegna che la felicità e i piaceri sono soltanto chimere che un’illusione ci mostra in lontananza, mentre la sofferenza e il dolore sono reali, e si annunciano direttamente da sésenza bisogno dell’illusione e dell’attesa».

L’azzeccagarbugli mentale che ci raccontiamo spesso è che la felicità sia qualcosa che la vita ci deve, per diritto! e noi ci ritroviamo pure a pretenderla.  

Come se il tutto coincidesse con un obbligo dell’Universo di realizzare desideri, i nostri per l’appunto, o appagarli per mezzo di altri esseri umani, sempre appresso  ai nostri bisogni, il tutto in assenza di dolore naturalmente.

Dove trovate tutto ciò mettete un cartello che arrivo anche io.

Così mentre si va a caccia di sogni negli iperspazi ci sfugge di vivere la reale realtà della vita. Si finisce per incontrare poi ciò che realmente è parte di questa vita.  Il dolore, la sofferenza, la malattia, la preoccupazione e altre avversità. Per cui la felicità è quella roba che ci dimentichiamo di assaporare mentre ascoltiamo solo una parte di noi stessi. Direi io che ascoltiamo solo la parte che un po ci fa comodo ascoltare.

La felicità può coincidere con la totale assenza di sofferenza?

Sarebbe semplicemente impossibile, una utopia, perché il dolore fa parte dell’essenza della vita. Quello da cui è importante prendere le distanze è l’attaccamento umano alla sofferenza.

Perché tutto ciò?

Perché facciamo dipendere la felicità dalla realizzazione di desideri  intravisti dietro le tende del vittimismo, pretesi, perché reputati “ovvi” dato che abbiamo già sofferto abbastanza, secondo noi, così che poi ci esponiamo al rischio di essere  ancora più infelici. E se credo che per essere felice devo avere “proprio quello”, non lo sarò se non lo avrò, perdendo probabilmente altre occasioni di assaporare la felicità.

La felicità cade dal cielo

Questo a volte si crede e forse ha un suo valore questa frase soltanto se la vediamo in altra prospettiva. Cioè imparando a cogliere il valore della semplicità del vivere applicando esercizi di attenzione al momento del qui e ora.

Ricordiamoci che «il pretendere di essere molto felici, è il mezzo più sicuro per diventare molto infelici».

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Importante è che bisogna abitare la felicità in un altro modo, evitando innanzitutto di restare accecati dai desideri e paralizzati dai dolori, imparando a godere per ciò che abbiamo e siamo qui ed ora. E se in quel momento viviamo un mare in tempesta possiamo essere felici che in tutta quella tempesta siete ancora voi ad avere il timone stretto in mano…al massimo ne saranno necessarie due!!

«Ognuno vive in un mondo diverso, che risulta differente a seconda della diversità delle menti: in conformità con queste ultime, esso è povero, insulso, piatto, ricco, interessante, significativo – scrive Schopenhauer, massima n. 38, e aggiunge: la diversità che il destino, le circostanze, e l’ambiente producono nella vita di ognuno, è meno importante della diversità delle menti».

Ciò che pensiamo sulla felicità fà la differenza.

Ciò che reputiamo, nella nostra mente, che la renda possibile, ciò che permette di essere nella vita davvero felici: dipende dalla capacità di capire che la salute, l’amore, il lavoro, i figli, l’amicizia, e tanto altro, non sono doni che il “pacchetto vita” ci deve; dipende dalla capacità di integrare il dolore, lasciare andare la sofferenza nella vita che dipendono dagli attaccamenti; dipende da quanto riusciamo a disciplinare noi stessi nel perseguimento dei desideri, evitando che l’“irrealizzabile” e il “da realizzare” oscurino ciò che già siamo e abbiamo realizzato. E allora, in buona sostanza, cosa dobbiamo desiderare per noi stessi?

La felicità richiede allenamento.

La Felicità è un elemento che ognuno acquisisce nella vita e con la pratica del mondo, per formare ciò che il filosofo definisce «carattere acquisito». Al posto di inseguire ciò che crediamo, o ci fanno credere di dover essere, sarà meglio conoscere il microcosmo che siamo, per realizzare la vera natura che ci è propria; Per questo ho messo a punto un perCorso  che mira proprio alla presa di coscienza di quanto è nelle nostre mani per imparare a stare nella felicità. La verità principale dell’arte di essere felici, scrive Schopenhauer, massima n. 44, è che «tutto dipende molto meno da ciò che si ha, o da ciò che si rappresenta, che da ciò che si è»: «La personalità è la felicità più alta».

La proposta di seguire un maestro di pessimismo, in materia di felicità, finisce qui. Tocca a voi, se vorrete, dare fiducia alla felicità perchè possa sempre più prendere spazio nella vostra vita.

Qui sotto apprezzo sentitamente ogni vostra altra considerazione in merito alla felicità.

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about Poppi Claudia

Modenese di nascita, sfoglina di tradizione che porto nel lavoro di Team Bulding la sua passione per la pasta. Amante della semplicità, nel cibo e nelle relazioni. Amo il pensiero di Italo Calvino quando dice che la leggerezza è il contrario della superficialità. Mi occupo di crescita personale e di agevolare la trasformAzione dal 1997 come freelance. Dal 2012 le giornate le investo per aiutare persone, aziende e professionisti a trasformare in modo efficace se stessi e il loro mondo in meglio. Consulente in Sostenibilità per mettere in accordo felicità e produttività. Sostenibilità è una opportunità.