Consapevolezza

Parlare al corpo per guarirti

Come è possibile guarire parlando con le cellule del corpo?

Nella esperienza mia e delle mie curiosità ho incontrato esperienze di vari approcci di guarigione o comunque di cura. Vengo da un approccio tradizionale di cura con una forte impronta scientifica e pragmatica. Il concetto è che se c’è un problema si cura con una medicina, si taglia con un bisturi , si opera e si toglie e si asporta il problema e si butta via.

Mi sono confrontata con una visione e percezione personale che si è allontanata velocemente dall’approccio di cui parlo. L’incontro con Claudia Rainville e il suo approccio denominato Metamedicina, la visione e l’esperienza appresa da quanto condiviso da Karl Simonton, l’incontro con diversi sciamani mi ha letteralmente cambiato l’approccio alla guarigione possibile.

Ultimo e non ultimo l’incontro con gli scritti di Therese Wade, sciamana che si esprime in merito all’autoguarigione, a quella forza innata che è dentro ciascuno di noi e che è in grado di realizzare ciò che dalla medicina tradizionale possono essere definiti solo “miracoli”.

Ogni singola parte del corpo è dotata di coscienza ed anima

Questa frase rivoluzionaria, attribuita alle donne della medicina indigena, ha dato inizio al mio viaggio personale alla scoperta della straordinaria capacità di guarigione del corpo umano. Quando cominciai a considerare queste prospettive, soffrivo di un intenso dolore cronico. Ho deciso di includere nella mia routine di pratiche meditative questo concetto. Ho pensato: “Il mio corpo può sentirmi? Possiamo comunicare e cooperare per guarire da questa condizione?”

L’autoguarigione è la strada verso la libertà. La libertà pura basata sull’autocoscienza di sé e del sé.

L’autoguarigione è prima di tutto, secondo me, qualcosa di animico, legata ciò alla percezione di una emozione tradita nell’anima, di qualcosa che è più legata al sentire del cuore che al capire della mente. Quando si sente tutto ciò è come se si aprire un portone interiore ti si illuminasse una nuova via da percorrere. Questo è l’attimo in cui la comunicazione con se stessi, con il se, e con tutti i nostri livelli di esistenza, passato, presente, futuro, corpo , mente e anima avviene…semplicemente accade in piena coscienza e consapevolezza di cosa già portato ad uscire dal percorso della salute per incamminarci nella via della assenza di salute.

3 i passi per entrare e agevolar questo stato.

  • Avvicinarsi  con compassione a tutti i nostri piani ….le emozioni che abbiamo vissuto sono reali, tutto ciò che è passato per la mente è stato reale in quanto ha mosso dentro di noi emozioni reali. Il nostro proiettare tutto ciò nel passato quanto nel futuro pur essendo in un presente, ha rappresentato la nostra ferita che si ha portato ad uscire da unostato di salute quindi compassino e rispetto. Abbiamo fatto quello che era nelle nostre possibilità, con i mezzi in nostro possesso….abbiamo fatto il meglio che potevamo. Niente autocommiserazione o vittimismo. Compassione!
  • Creare fiducia coinvolgendo il tuo corpo in un dialogo nutriente e  positivo in merito a quanto sta accadendo al corpo e richiamando tutte le cellule del corpo alla collaborazione per ripercorrere la via della salute insieme…con tutti i piani di cui facciamo parte. Le cellule sono elementi di un tutto e sono richiamate a un forse senso globale, l’importante è agevolare il contatto, ripristinarlo e coinvolgerle in un progetto di nuova salute nell’interesse di tutti.
  • Immergiti nella conversazione interiore che lascerai anche affiorare alle labbra perchè il suono e la vibrazione delle tue parole possa agevolare l’esperienza di guarigione.
  • Chiedi scusa e perdono al suo corpo in semplicità quando vedi e senti cosa è accaduto dentro e fuori di te per aver agevolato la realizzazione delle condizioni per tutto ciò che vivi. Hai fatto ciò che potevi ora sei pronta/o a trasformare la malattia in presa di coscienza per fare passi oltre la malattia con il bagaglio di di esperienze e consapevolezze.
  • Ringraziati per cio che ti sei permessa/o di vivere in questa esperienza arricchente

Secondo la mia esperienza questi passi, sviluppati con umiltà e rispetto accendono quell’energia di reciprocAzione che agevola una risposta dinamica dal corpo, favorendo così la nuova guarigione.

Il potere dell’intenzione

Puliamoci dei costrutti mentali dell’intenzione. Cè da lavorare, c’è da scavare per riarmoninzzare le intenzioni di malattia che si nascondono in noi. I metodi che uso per me stessa e per i clienti per agevolare questi libelli di nuova coscienza sono gli apprendimenti della scuola di Claudia Reinville e della Metamedicina e il metodo di Karina Schelder SoulVoice, in cui emozioni, suono, voce e tecniche di coaching permettono come dice lei, di baciare il rospo, cioè di vedere il fondo, l’origine della nostra complessità che ha generato l’abbandono di una via di salute per la via della malattia.

Si possono affrontare stati di depressione, ansia generalizzata o quella tipica del mattino, lavorare su “semplici” gastriti quanto su problematiche di maggior complessità emotiva.

Creatività e capacità di guarigione sono elementi importati e la creazione di atti pscicomagici agevola:

–  l’evoluzione del singolo, persona quanto della singola cellula,

–  l’evoluzione del gruppo quanto dell’aggregato di cellule (organo)
–  l’evoluzione della comunità umana quanto della comunità corpo.Vale sempre il principio alchemico ” così in alto cosi in basso”.

Quindi con un occhio alla visione globale e l’altro alla nostra visione intima vi sostengo tutti a distanza per la vostra migliore guarigione.

Ancora buona lettura con questo scritto trovato sul web a nome di Katia Campisi. Leggere per ascoltarsi

“CIAO, SONO IL TUO SINTOMO…

Ciao, ho molti nomi: dolore al ginocchio, ascesso, mal di stomaco, reumatismo, asma, il muco, influenza, mal di schiena, sciatica, cancro, depressione, mal di testa, tosse, mal di gola, insufficienza renale, diabete, emorroidi… e la lista continua.
Mi sono offerto volontario per il peggior lavoro: essere il lettore di te stesso.

Non capisci, nessuno mi capisce. Pensi che voglio disturbarti, rovinare i tuoi piani di vita, tutti pensano che voglio rovinare, fare del male, limitarti. E non è così, sarebbe assurdo.
Mi dispiace, sto solo cercando di parlart in una lingua che capisci.

Vediamo, dimmi qualcosa. Andresti a patteggiare coi terroristi, e busseresti alla loro porta con un fiore in mano, e indosseresti una maglietta con il simbolo della “pace” stampato sul retro?

No, giusto?

Allora perché non capisci che io, il sintomo, non posso essere “sottile” e “leggero” quando ho bisogno di darti un messaggio?

Mi odi, ti lamenti di me con tutte le persone, ti lamenti della mia presenza nel tuo corpo, ma non ti dai un minuto per pensare, ragionare e cercare di capire la ragione della mia presenza nel tuo corpo.

Basta sentirti dire, “shut up”, “vai via”, “ti odio”, “maledetto sia il tempo in cui appari”, e molte frasi che mi fanno sentite impotente per farti capire, ma lo stesso mi tengo stabile e costante, perché devo farti capire il messaggio.

Cosa fai? Dimmi di dormire con delle medicine. Dimmi di starmene zitto coi sedativi, pregami di scomparire con gli antinfiammatori o di estinguermi con la chemioterapia.
Cerchi di farmi rimanere in silenzio, giorno dopo giorno. E sono sorpreso di vedere che a volte preferisci consultare gli indovini in modo che possa “scomparire” dal tuo corpo in un modo “magico”.

La mia unica intenzione è quella di darti un messaggio, ma tu vuoi ancora ignorarmi totalmente.

Immagina di essere la sirena del Titanic, quella che tenta in mille modi di avvertirti che c’è un iceberg davanti, ma non lo capisci e affondi.

Spendo ore, settimane, mesi, anni, cercando di salvarti la vita, e invece sostieni che non ti permetto di dormire.
Se non mi lasci “camminare in te”, non mi permetti di lavorare in te, ancora continui senza di ascoltarmi…

Capisci?

Per te, io, il sintomo, sono la malattia.

Che assurdo! Non confondere le cose. Io non sono la malattia, io sono il sintomo.

Poi vai dal dottore e paghi per fargli così tante domande, poi spendi del denaro che non hai per comprare i farmaci, solo per farmi stare zitto.

Perché mi fai stare zitto, quando sono l’unico allarme che sta cercando di salvarti?

La malattia “sei tu”, “il tuo stile di vita”, “le tue emozioni contenute”, e nessun dottore su questo pianeta sa come combatterlo. L’unica cosa che fanno è attaccarmi, cioè combattere il sintomo, farmi tacere, farmi sparire. Rendirmi invisibile così non mi vedi.

Va bene, se ti senti a disagio a leggere questo, dovrebbe essere qualcosa come un “colpo alla tua intelligenza”. Hai ragione se ti senti frustrato, ma posso gestire il tuo processo molto bene, l’ho capito. In effetti, fa parte del mio lavoro, non c’è bisogno di preoccuparsi. La buona notizia è che spetta te non aver più bisogno di me, sei te che devi analizzare ciò che sto cercando di dirti, quello che sto cercando di prevenire.

Quando io, “il sintomo” appaio nella tua vita, non è per salutarti, è per dirti quale emozione contenuta nel tuo corpo dev’essere esaminata e risolta per non ammalarti.

Dovresti chiederti: “Perché questo sintomo è apparso nella mia vita?”, “cosa vuole avvisarmi”? Perché questo sintomo sta comparendo ora? Cosa dovrei cambiare in me?

Se lasci queste domande soltanto nella tua mente, le risposte non ti porteranno lontano da quello che è successo da anni. Dovresti anche chiederlo al tuo inconscio, al tuo cuore, alle tue emozioni.

Per favore, quando mi presento nel tuo corpo, prima di cercare un medico per poter mettermi a dormire, pensa a quello che cerco di dirti…
Veramente, per una volta nella mia vita, vorrei che il mio eccellente lavoro sia riconosciuto, perché più veloce andrò.

Poco a poco scoprirai che quanto più ti analizzi, tanto meno ti visiteró.
Ti assicuro che verrà il giorno in cui non mi vedrai né mi sentirai.

Nel raggiungere questo equilibrio e perfezione come osservatore e analizzatore della tua vita, emozioni, reazioni, non avrai bisogno di chiamare un medico o comprare medicine perché diventerai pronto ad assumerti la responsabilità delle tue creazioni. Non ti sentirai più come una vittima, e prenderai il controllo della tua vita.

Smettila di mostrarmi ai tuoi amici e alla tua famiglia come se fossi un trofeo, facendomi male. Sembra che pensi io sia un tesoro, di cui non vuoi mai più congedarti.

Ti prego di essere consapevole, riflettere e agire, così farò prima e mi allontanerò dalla tua vita!
Con affetto.
IL SINTOMO.

Claudia

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about Poppi Claudia

Modenese di nascita, sfoglina di tradizione che porto nel lavoro di Team Bulding la sua passione per la pasta. Amante della semplicità, nel cibo e nelle relazioni. Amo il pensiero di Italo Calvino quando dice che la leggerezza è il contrario della superficialità. Mi occupo di crescita personale e di agevolare la trasformAzione dal 1997 come freelance. Dal 2012 le giornate le investo per aiutare persone, aziende e professionisti a trasformare in modo efficace se stessi e il loro mondo in meglio. Consulente in Sostenibilità per mettere in accordo felicità e produttività. Sostenibilità è una opportunità.