Felicità

il prezzo della felicità (consapevole)

Accipicchia alla credenza che si debba retribuire, attribuire, riconoscere uno scambio di valori economici in cambio di uno stato emotivo, di una condizione … di una felicità decantata , rincorsa e desiderata!…e quando vissuta?

Una felicità consapevole è possibile?

Potremmo distinguere tra soddisfazione, piacere e felicità ?

pretty-woman-1509956__340Navigando per il web e per le pagine del quotidiano economico “il Sole 24 Ore” sono varie le ricerche che si snodano attribuendo un valore economico alla felicità.

Davvero 65 mila euro o dollari, che dir si voglia, sono il prezzo della felicità?

Angus Deaton, premio Nobel per l’economia, ha provato, a quantificare un valore economico con l’intento anche di sciogliere l’enigma. Cioè se è possibile trasformare in denaro in felicità. La felicità è avere la salute per molti, come detto popolare e come credenza radicata nella comunicazione di molti. Vediamo come, andando oltre alcune credenze, in realtà, la felicità ha un prezzo.

Nel 2010 Angus Deaton insieme al collega (di ambito e di Nobel) Daniel Kahneman, che quel prezzo esiste completo di zeri e cifre precise. 65mila euro annui. E fino qui mi sembra un bel punto di riflessione per parlare di felicità consapevole e valore economico.

La felicità cresce all’aumentare dello stipendio?

Quindi …ora domanda anche più complessa ….la felicità cresce all’aumentare dello stipendio?

Se prima eravamo alla fase di domandarci se la felicità ha un prezzo, ora abbiamo rincarato la dose con quest’altra domanda. Esiste allora un collegamento diretto fra il livello di felicità vissuto e percepito (concetti assai complessi) e quanto ci si ritrova in banca ogni mese? E se esiste vogliamo verificare come fissare un livello sopra il quale la felicità possa in realtà neutralizzarsi? Cioè non assistiamo più ad un incremento ulteriore? E questo perchè?

Perché avremmo già tutto ciò che ci rende sereni. Secondo la visione e proposta di altra figura interessante, detto Maslow, è sulla base di un livello sempre più profondo che possiamo misurare la felicità vissuta e percepita.

Si è vero, quando i bisogni primari, casa , cibo, necessità pratiche, denaro, hanno trovato risposta, ci si eleva ad un livello successivo e siamo pronti per un livello diversamente felice.

Infatti il range tra i 65 e i 75 mila euro/dollari circa corrisponde ad un buon grado di soddisfazione certo che, per usare le parole di Kahneman:

“Forse 75mila dollari è il confine dopo il quale ulteriori incrementi di entrate non aumentano più l’abilità individuale di fare ciò che davvero conta per il loro benessere emotivo – spiegò – come passare tempo con le persone che amano, evitare dolori e patologie e divertirsi nel tempo libero”.

In definitiva, i soldi fanno la felicità?

Io dico di no. Certo che aiutano un tipo di felicità che potremmo definire , per l’attuale realtà che viviamo in occidente, serenità. Felicità consapevole ho idea che sia altro.

Felicità in 4 step vuole passare il valore di una ricerca, per trovare, una felicità consapevole che ci accompagni anche in un percorso di crescita economica.

La risposta potrebbe essere che si collochi a metà strada?

In quello spazio di riflessione che ognuno di noi ha quando vorrebbe qualcosa e poi si accorge che può farne perfettamente a meno. Non perchè si abbia meno , quanto piuttosto perchè abbiamo bisogno di altro.

Ci piace di più un abbraccio che un oggetto, se ci diamo il tempo di guardare dentro alle emozioni. . Vale il caso, come suggeriva un altro docente non coinvolto nell’indagine, Ed Diener, dare spazio ad altri aspetti. Proprio le relazioni umane e la salute. Senza questo forte background, il conto in banca conta il giusto o poco.

Insomma, la faccenda non ruota intorno alla serenità o meno di un guadagno più elevato. Bensì agli ostacoli che il nostro approccio alla vita, di cui siamo gli unici responsabili, innalza di fronte a ciò che alimenta la felicità individuale.

A un certo punto la curva dello stipendio o dei compensi e vive un equilibrio tutto suo quando possiamo dimensionarli e collegarli con la felicità consapevole.

“La felicità cresce all’aumentare dello stipendio ma l’effetto si ferma al raggiungimento dei 75 mila dollari. Un guadagno superiore non influisce più di tanto sulla spensieratezza quotidiana ma fa pensare alle persone di avere una vita migliore”.
C’è infatti una serie di attività, scelte e situazioni naturali che i soldi non possono comprare. O meglio: per incrementare le quali l’elemento economico è relativo se non inefficace. E dunque, senza di esse – è la tesi dei due Nobel, Kahneman lo divenne nel 2002 – quanto hai in tasca incide ben poco. come possiamo trovare una armonia tra Denaro e Spiritualità?

Claudia Poppi

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about Poppi Claudia

Modenese di nascita, sfoglina di tradizione che porto nel lavoro di Team Bulding la sua passione per la pasta. Amante della semplicità, nel cibo e nelle relazioni. Amo il pensiero di Italo Calvino quando dice che la leggerezza è il contrario della superficialità. Mi occupo di crescita personale e di agevolare la trasformAzione dal 1997 come freelance. Dal 2012 le giornate le investo per aiutare persone, aziende e professionisti a trasformare in modo efficace se stessi e il loro mondo in meglio. Consulente in Sostenibilità per mettere in accordo felicità e produttività. Sostenibilità è una opportunità.

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