Azienda, Bilancio di Sostenibilità, sostenibilità

Sostenibilità: qual è il suo significato?

Sostenibilità è un termine di cui spesso si sente parlare, pur non conoscendone molto spesso il vero significato. Qual è quindi il vero significato di sostenibilità?

E se doveste spiegarlo a persone “non del mestiere” o a bambini, da dove iniziereste?

 

Molto probabilmente è possibile iniziare dicendo che la sostenibilità è uno dei valori cardine della vita, il cui raggiungimento dovrebbe rappresentare uno degli obiettivi principali.

 

Questo, almeno, è come lo vediamo adesso. Ma non è stato sempre così.

Infatti, il termine sostenibilità ha origini ben più antiche, addirittura inizio ventesimo secolo.

In quell’epoca, ormai considerabile lontana, AEG fu il primo produttore a scrivere il report di sostenibilità.

 

Sostenibilità: significato passato e presente

Se andassimo a cercare sul dizionario il termine “sostenibilità”, troviamo come significato “tutto ciò che ha carattere di poter essere sostenuto e mantenuto, tutto ciò che può essere protratto con impegno, che può essere difeso, convalidato, confermato con argomenti fondati. Dal punto di vista ecologico e sociale, poi, la sostenibilità è quella capacità di “essere sopportato.
Il nome deriva dal latino sustinere, che significa tenere. Saper stare nella situazione. Tenere la posizione nonostante tutto.”

 

Dagli anni ’80, invece, il significato attribuito al termine “sostenibilità” è diventato più concernente l’impatto che ha una determinata attività sul pianeta e sulle risorse di quest’ultimo, come acqua, cibo e materie prime.

 

Una volta compreso che il termine sostenibilità riguarda numerose aree, è possibile comunque suddividerlo in tre “rami” principali: ambientale, economico e sociale. 

Questi tre rami, seppur visualizzabili separatamente, sono invece collegati l’un l’altro, creando un “insieme” più grande che è necessario comprendere nella sua interezza. Un concetto “sistemico”.

 

Questo insieme è tuttavia formato da questi tre elementi che dovrebbero essere bilanciati fra loro, secondo un concetto di equità.

Per tale ragione c’è molta confusione attorno al termine “sviluppo sostenibile”, che molto spesso è sbilanciato verso un significato o verso un altro.

 

Lo sviluppo sostenibile

Con lo sviluppo sostenibile, infatti, non si deve intendere soltanto l’andare avanti, lo sviluppare, o il crescere.

Per sviluppo sostenibile si deve intendere la creazione di un futuro economico perfettamente compatibile con il futuro ambientale, che possa permettere alle future generazioni un pianeta non tartassato dal suo sfruttamento per il mero vantaggio economico.

 

Per andare in questa direzione, fortunatamente, stanno intervenendo numerosi governi, grazie a patti internazionali per la salvaguardia del pianeta.

In questo modo, grazie a importanti vantaggi economici per le aziende “eco-friendly”, è possibile ottenere un migliore futuro economico tramite la maggiore sostenibilità ambientale.

 

Purtroppo, non tutte le aziende son pronte ad affrontare questo cambiamento.

Per tale ragione si sta sempre più diffondendo la figura del “temporary manager” per supportare la transizione.

Il temporary manager rappresenta di conseguenza la figura di riferimento per la sostenibilità aziendale, sia economica, sia sociale, sia soprattutto ambientale.  Sebbene questa figura di riferimento sia “temporanea”, il cambiamento attuato, risulterà invece definitivo, con enormi risultati nel lungo termine.

 

I tre rami della sostenibilità

Nel 1987 la Commissione Mondiale per l’ambiente e lo sviluppo (del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente), “Our Common Future”, spiega che la sostenibilità può essere indicata come “uno sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri”.

 

Il Summit mondiale sullo sviluppo sostenibile del 2005 ha poi individuato le tre componenti principali su cui concentrare l’attenzione: lo sviluppo ambientale, economico e sociale, che agiscono, come già detto, come un unico elemento.

Quindi, affinché venga a realizzarsi uno sviluppo sostenibile, è necessario garantire non solo il benessere economico e sociale delle generazioni future, ma anche un benessere ambientale. Questo è importante per le persone che si troveranno a gestire aziende che inevitabilmente dovranno andare incontro a questa “transizione”.

 

La sostenibilità ambientale, sarà sicuramente il cardine, il motivo principale. Rappresenta infatti la ragione principale di questo cambiamento, necessaria per il mantenimento della qualità e della quantità delle risorse attualmente presenti sulla terra, che vanno sì utilizzate, ma non sfruttate solo per questa generazione. Dev’essere un continuo lavoro che possa permettere il riutilizzo delle risorse in futuro, siano esse l’acqua, il cibo o le materie prime.

 

Per sostenibilità sociale, invece, vanno intese le azioni sociali e politiche necessarie per garantire a chiunque la migliore qualità di vita possibile, così come la sicurezza e la presenza dei servizi necessari alla società odierna.

 

Infine, per sostenibilità economica, si indica la strada della sostenibilità aziendale nel senso vero e proprio del termine, quindi un’efficienza economica.

 

Con l’interiorizzazione e consapevolezza di cosa sia quindi la sostenibilità, solo allora potremo parlare di sviluppo sostenibile.

 

Formazione alla sostenibilità

Un ultimo “ramo” che si sta sempre più diffondendo ultimamente è il ramo culturale. Senza una cultura alla base, sarà difficile ottenere un cambiamento.

 

Per questa ragione, si sta cercando di diffondere sempre più il concetto culturale alla base della sostenibilità.

Se gli adulti faticano a comprendere questo cambiamento, risulterà ancor più difficile per i bambini, se non fosse per il cambiamento culturale in atto.

Fortunatamente, fra casa, scuola e l’influenza dei media, si sta sempre più attuando un cambiamento di mentalità. Un esempio viene dalla piccola Lizzie, una studentessa di 9 anni inglese, che tramite una petizione, ha chiesto a Boris Johnson, Primo Ministro Inglese, di interrompere l’invio di rifiuti in plastica verso i paesi in via di sviluppo.

Questo semplice appello ha raccolto in pochissimo tempo, meno di sette giorni, più di 70 mila firme, a dimostrazione che non vi è limite di età per agire positivamente sul nostro pianeta.

 

Bastano infatti piccole azioni quotidiane, svolte dai singoli cittadini, grandi e piccini, per andare incontro ad un cambiamento importante per la società.

Inoltre, le azioni positive hanno un riscontro positivo sulle altre persone, amplificando l’effetto positivo creato tramite piccoli e semplici gesti.

 

Non è infatti necessario svolgere grande azioni. Ridurre lo spreco di cibo, fare la raccolta differenziata, rispettare l’ambiente.

Sono piccole azioni quotidiane che possono svolgere tutti.

Per questo  è importante garantire una corretta formazione alla sostenibilità per facilitare la transizione del paradigma.

Facilitare è elemento chiave.

Per far ciò, però, sarà necessario affidarsi a persone competenti.

 

Per il nostro team di lavoro la facilitazione viene prima della formazione. Perché l’impresa non è un vaso da riempire (di informazioni), bensì un fuoco da accendere. Questo fuoco sono le persone senza le quali non esiste sostenibilità, men che meno economica.

Per ulteriori informazioni, ecco il link alla pagina risorse del sito

 

0

about Poppi Claudia

Modenese di nascita, sfoglina di tradizione che porto nel lavoro di Team Bulding la sua passione per la pasta. Amante della semplicità, nel cibo e nelle relazioni. Amo il pensiero di Italo Calvino quando dice che la leggerezza è il contrario della superficialità. Mi occupo di crescita personale e di agevolare la trasformAzione dal 1997 come freelance. Dal 2012 le giornate le investo per aiutare persone, aziende e professionisti a trasformare in modo efficace se stessi e il loro mondo in meglio. Consulente in Sostenibilità per mettere in accordo felicità e produttività. Sostenibilità è una opportunità.