Qual è il libro più bello e importante da leggere quest’estate? Facilissimo: Come essere un buon antenato di Roman Krznaric, appena uscito per Edizioni Ambiente. Krznaric è un filosofo australiano e da questa settimana mia nuova guida spirituale.
Il libro parla di futuro e di come sia nostra responsabilità preoccuparcene e poi saperlo immaginare.
«Siamo gli eredi dei doni del passato», scrive Krznaric: i primi seminatori, i fondatori delle città, chi ha fatto scoperte scientifiche e chi semplicemente ha vissuto con l’idea che l’umanità dovesse proseguire il suo cammino. Loro sono buoni antenati e oggi c’è solo una cosa da chiedersi: “Siamo buoni antenati?”.
Il primo ad aver formulato il quesito è stato Jonas Salk, l’inventore del vaccino per la poliomielite, che aveva fatto della domanda la sua ragione di vita e il centro della sua filosofia.
Essere un buon antenato ha una moltitudine di significati: non mettere a rischio le future generazioni, non danneggiare il pianeta, ridurre le difficoltà invece di aumentarle. Soprattutto, significa pensare al futuro. Il presente ha una forza magnetica sui nostri cervelli, così come sul nostro sistema politico-economico. È celebre la frase dell’economista John Maynard Keynes “tanto nel lungo periodo siamo tutti morti”. E infatti nonostante i vertiginosi progressi fatti negli ultimi secoli, non siamo molto cambiati rispetto agli uomini di caverne: vogliamo conquistare, vincere, mangiare, estrarre, accumulare con crescente abilità e foga.
Ma nel corso della storia – e sempre di più negli scorsi decenni – nel nostro cervello si è sviluppato anche una forma di pensiero a lungo termine. Abbiamo costruito acquedotti, cattedrali, ma anche banche dei semi, biblioteche e modelli predittivi. Il nostro cervello ospita due squadre opposte che giocano al tiro alla fune: presente e futuro, pensiero a breve termine e a lungo termine.
Krznaric parla di cervello del marshmallow (il soffice dolcetto bianco americano) e di cervello della ghianda. Il primo si fissa su gratificazioni immediate, il secondo su obiettivi lontani. La nostra evoluzione ci ha trasformato nella “scimmia che guarda avanti”, nell’homo prospectus, «una specie guidata dalla capacità di immaginare alternative che si estendono nel futuro».
Diventare un buon antenato significa allenare il cervello della ghianda. E iniziare a pensare sempre più lontano, ma davvero lontano: fino a sette generazioni successive, o addirittura 10.000 anni. Il futuro non è discarica. E tu dirai, come si fa? Il libro fa degli esempi e propone degli esercizi: è una via di mezzo tra la mindfulness e la filosofia, tra l’ecologia profonda e il pensiero radicale. Non è un caso che da questo volume, uscito nel 2020 in inglese, è nato un vero e proprio movimento: lo citano i politici più lungimiranti (parla spesso di “buon antenato” il Commissario europeo al Clima, Frans Timmermans), lo leggono gli attivisti, e in Giappone un celebre monaco buddista ha fatto propria la filosofia del libro e ha lanciato un movimento incentrato sul “design del futuro”.
«Sono le 3:23 del mattino e non riesco a dormire. I miei pronipoti mi chiedono in sogno: “Cosa stavi facendo mentre la Terra andava in sfacelo?”»
Roman Krznaric
Kate Raworth
Roman Krznaric è un filosofo sociale di origine australiana, i cui libri si concentrano sul potere delle idee per creare cambiamento e sono stati pubblicati in oltre 25 lingue. Il suo ultimo libro è il bestseller internazionale.
Kate Raworth è un’economista inglese che lavora per l’Università di Oxford e per l’Università di Cambridge. È nota per il suo lavoro sulla cosiddetta “economia della ciambella”, che interpreta come un modello economico in equilibrio tra bisogni umani essenziali e limiti planetari.
Una coppia di futuristi
Roman Krznaric, autore e filosofo australiano, e Kate Raworth, economista e autrice de L’economia della ciambella (Edizioni Ambiente), sono uniti da interessi e scritti di futures literacy quanto nella vita personale.